180 giorni, solo 180 giorni. Questo è quello che serve, insieme ad una certa dose di coraggio nell’abbandonare il “modo di fare le cose per come si sono sempre fatte“, per dimezzare, ed oltre, il tuo carico fiscale.

E’ questa la grande promessa della Bulgaria, una piccola nazione che liberatasi dal giogo sovietico ed entrata tramite la porta principale nell’UE già nel 2007, ora si propone come il grande Eldorado per quegli imprenditori e professionisti di mezza Europa che vogliono smettere di lavorare per tre quarti dell’anno solo per pagare tasse, e mettere finalmente i loro fatturati a servizio delle proprie attività e delle proprie esigenze personali.

Come ci si arriva a questo risultato? Per iniziare può essere utile guardare questa foto.

Quante e quali tasse patrimoniali esistono già in Italia? - Quora

Guardate dove si trova l’Italia e guardate dove si trova la Bulgaria. Fa impressione vero? La pressione fiscale in Italia è praticamente il doppio di quella bulgara, ovvero gli imprenditori italiani “corrono” ogni giorno una competizione con quelli bulgari sopportando sulle loro spalle un peso doppio. Difficile vincere così non credete?

Per spiegare come si arriva al dimezzamento del carico fiscale in Bulgaria può essere utile fare un esempio pratico. Consideriamo una software house, una piccola software house, addirittura potremmo pensare al caso di un singolo sviluppatore freelance. Lavora bene ed ha un fatturato annuo di 70 mila euro al netto dell’IVA.
Ebbene al povero sviluppatore freelance che opera in Italia verrà applicato lo scaglione IRPEF del 41%; voglio riscriverlo in lettere per renderlo più chiaro, quarantuno per cento! Allo sviluppatore italiano che invece ha spostato la sua attività in Bulgaria verrà applicata un’IRPEF  del 10%, dieci per cento! In sintesi.

A fine anno quelli che lo sviluppatore che ha scelto di rimanere in Italia potrà effettivamente spendere per se, a fronte dei 70 mila euro iniziali, saranno solo 41 mila euro. Nel caso di quello operante in Bulgaria si ritroverà invece in tasca a fine anno 63 mila euro netti. Ovvero quasi il doppio, facendo lo stesso lavoro, mettendoci lo stesso impegno!

Sono numeri che fanno impressione e che spiegano perchè sempre più professionisti e imprenditori stanno decidendo di delocalizzare la propria impresa verso questa nazione, la Bulgaria, dentro l’Europa in senso politico, e con tutti i benefici che ciò comporta (in primis l’accesso al mercato comune) ma con solidi legami con la vicina Asia Minore.

Come ci si arriva a questo risultato? Sicuramente trasferendo il proprio business in Bulgaria, ma non basta. Affinché si possa smettere di pagare le tasse in Italia bisogna poter dimostrare di soggiornare almeno sei mesi e un giorno fuori dal nostro Paese. E qui torniamo, quasi a voler chiudere il cerchio, al nostro incipit. I famosi 180 giorni che possono dimezzare la quantità di denaro che “regaliamo” ogni anno in tasse.
Si può fare, c’è la possibilità di farlo, sappiamo come farlo.

Ma bisogna farlo nella maniera giusta, facendosi seguire da professionisti che sappiano seguire e dirigere l’iter burocratico che sta dietro a questo processo in maniera veloce ed efficace.

E’ importante altresì sottolineare come forme di finanza “fai da te” siano assolutamente pericolose su questo fronte; guai a pensare di affrontare forme di delocalizzazione anche piccole in totale autonomia. Il rischio più grande? Quello in cui sono incorsi tutti quelli che pensavano di poter far da se o contando su qualche commercialista amico; finire per dover pagare parte delle tasse in Bulgaria oltre che in Italia.

Se hai intenzione o se anche solo stai valutando di spostare il tuo business in Bulgaria fallo nella maniera più sicura ed efficace possibile, affidandoti al nostro team di esperti in VRandPartners. Inizia a risparmiare ma senza mettere a rischio il tuo nome, la tua attività, la tua azienda.

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