In questo nostro vecchio post di luglio 2021 vi avevamo parlato del settore energetico come uno di quelli chiave per chi ha intenzione di investire in Bulgaria. Ebbene, a qualche mese di distanza possiamo dirvi che ci avevamo visto giusto, ed ora vi spiegheremo il perché.

Prima di farlo però lasciateci dettagliare meglio cosa intendiamo per investire nel settore energetico in Bulgaria. Lo Stato Bulgaro, come molti di quelli dell’area balcanica, sta vivendo una fase di trovato benessere iniziale dopo decenni di forti depressione economiche e sociali, non ultime quelle legate ai regimi comunisti instaurati in queste aree.  Se però l’economia bulgara è in forte crescita è anche vero che il Paese è ancora troppo povero a livello di infrastrutture. In primis quelle energetiche minime per poter supportare gli approvvigionamenti necessari ai consumi odierni. Ed è qui che le aziende italiane possono inserirsi. Nei cantieri, nella costruzione di centrali e di reti di trasporto energetiche.

Ebbene in questa direzione si inseriscono anche le ultime notizie che arrivano Bruxelles che parlando di un nuovo gasdotto, da costruire, e che dovrebbe aiutare i Paesi europei ad alleggerire il peso della dipendenza da Mosca nell’approvvigionamento del gas naturale.

La Commissione Europea ha infatti adottato il quinto elenco di Progetti energetici di Interesse Comune (PCI,  progetti chiave per le infrastrutture energetiche transfrontaliere per costruire un mercato interno dell’energia dell’UE più integrato e resiliente e per perseguire i nostri obiettivi energetici e climatici. Comprende 98 progetti: 67 progetti nella trasmissione e stoccaggio di energia elettrica, 20 nel gas, sei progetti di rete CO2 e cinque progetti di reti intelligenti.

Nella categoria gas, nell’elenco PCI è presente un cluster di sviluppo e potenziamento delle infrastrutture per abilitare il Balkan Gas Hub. Comprende un’interconnessione tra Grecia e Bulgaria da Komotini a Stara Zagora e una stazione di compressione a Kipi in Grecia, nonché la riabilitazione, l’ammodernamento e l’espansione del sistema di trasmissione bulgaro. La parte restante è un’interconnessione del gas tra Bulgaria e Serbia o IBS, destinata a collegare le reti del gas dei due paesi.

C’è anche un cluster per aumentare la capacità di archiviazione. Include l’espansione dello stoccaggio sotterraneo di gas (UGS) a Chiren in Bulgaria e la costruzione dell’unità di stoccaggio sottomarino di South Kavala vicino a Kavala in Grecia. Due progetti sono in Romania: il revamping e l’ampliamento di un impianto di stoccaggio del gas esistente di 300 milioni di metri cubi a Târgu Mureș e un altro progetto UGS a Bilciurești.

Si aprono quindi grandi opportunità per tutte quelle realtà industriali del settore energy, anche quelle italiane, che vogliono giocare un ruolo attivo nei prossimi grandi cantieri che solcheranno il suolo bulgaro. Per loro VR and Partners offre un servizio di consulenza di altissimo livello in loco, in grado di supportarle in tutta quella che è l’operatività in Bulgaria: contrattualistica, supporto legale, assistenza fiscale ed attività di lobby. Un servizio completo, riservato e di altissimo livello per chi vuole operare in Bulgaria sfruttando al meglio ed a proprio favore tutte le opportunità di questo straordinario momento storico di questo Paese.

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