Da quando è entrata a far parte dell’Unione Europea nel 2007, la Bulgaria è diventata una calamita per investitori stranieri e società multinazionali. Perché? Soprattutto grazie alla sua manodopera più economica ma altamente qualificata, e a una base di consumatori molto attiva; non sorprende quindi che le aziende di tutto il mondo siano interessate ad espandersi in questo Paese.

La Bulgaria ha un salario minimo imposto dal governo. Nel 2021 il salario minimo nazionale in Bulgaria è rimasto fisso a 332,3 euro al mese, ovvero 3.988 euro all’anno, tenendo conto di 12 pagamenti all’anno.

Le tariffe minime si applicano a tutti, indipendentemente dall’età, dal settore e dall’esperienza. Inoltre, a seconda del settore e della posizione occupata, la legge prevede soglie minime di sicurezza sociale. Pertanto, anche se la retribuzione pattuita è la retribuzione minima, le rate previdenziali sono calcolate e sulla base della soglia minima applicabile.

Qual è dunque il confronto tra il costo del lavoro in Bulgaria e quello nel resto dell’Europa? Secondo i nuovi dati di Eurostat al 1° gennaio 2022, 21 dei 27 Stati membri dell’UE hanno introdotto salari minimi nazionali, ad eccezione di Danimarca, Italia, Cipro, Austria, Finlandia e Svezia. Sulla base dei loro livelli in euro, questi 21 Stati membri possono essere divisi nei seguenti gruppi principali:  c’è un primo gruppo di 13 Stati membri, situati nell’est e nel sud dell’UE, con salari minimi-medo inferiori a 1 000 € al mese: Bulgaria (332 €), Lettonia (500 €), Romania (515 €), Ungheria ( 542 €), Croazia (624 €), Slovacchia (646 €), Cechia (652 €), Estonia (654 €), Polonia (655 €), Lituania (730 €), Grecia (774 €), Malta (792 € ) e Portogallo (823 €).

Ed un secondo gruppo con Slovenia (1 074 euro) e Spagna (1 126 euro) con il salario minimo-medio di poco superiore a 1 000 euro al mese. Infine c’è il gruppo con il costo del lavoro più alto, quello composto da sei Stati membri in cui il salario minimo è superiore a 1 500 euro al mese: Francia (1 603 euro), Germania (1 621 euro), Belgio (1 658 euro), Paesi Bassi (1 725 euro), Irlanda (1 775 euro) e Lussemburgo (2 257 euro).

Ora, senza scomodare il Lussemburgo, il confronto tra i 1500 euro di salario minimo della Francia o i 1600 della Germania rispetto ai 332 euro della Bulgaria stanno convincendo sempre più imprenditori a delocalizzare proprio in Bulgaria le proprie produzioni. Una decisione che non è per forza legata all’obiettivo del maggior profitto ma, molto spesso, alla sopravvivenza vera e propria dell’azienda.

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