Si è tenuta nei giorni scorsi a Sofia la Conferenza Europea sull’Energia e sulla Sicurezza Climatica. L’occasione di questo consesso, oltre a fornirci indicazioni su quello che è lo stato della transizione ecologica iniziata in questi anni un po’ in tutto il Vecchio Continente, è anche un’ottima cartina tornasole in grado di darci alcune indicazioni su quelle che saranno le aree di investimento, sia per il pubblico che per il privato, nei prossimi 10-20.

E come avevamo avuto modo di anticiparvi già in questo nostro precedente post l’area che al momento sembra mostrare maggior fermento, anche in chiave futura, è quella dell’energia e dell’approvvigionamento energetico, un’area che per la Bulgaria rappresenta una scommessa importante essendo una delle nazioni ancora troppo legate al carbone. Una dipendenza troppo costosa in termini di inquinamento ma anche in termini economici. I prezzi delle emissioni di anidride carbonica provenienti dalle centrali a carbone, sono estremamente alti, raggiungendo i 200 lev per 1 MWh. A ciò va aggiunto che dal 2025 l’Unione europea vieterà gli aiuti di Stato alle centrali elettriche a carbone.

Nell’ambito della Conferenza sono state espressi diversi punti di vista sul tema. Tuttavia, essendo noi una società di consulenza che lavora al fianco degli imprenditori, in questo post ci sentiamo di riportare quei dati e quelle previsioni che possono essere maggiormente utili proprio a chi fa impresa in Bulgaria, o pensa di farlo in un prossimo futura.

In quest’ottica risulta molto interessante quanto dichiarato da Martin Vladimirov, direttore per l’energia e il clima di CSD: secondo Vladimirov ci sono tre filoni chiave da seguire. Il primo è l’abbandono del nucleare, una tipologia di energia che, secondo Vladimirov, sarà non più economica a partire dal 2040. Bisognerebbe invece, secondo lui (altro filone) puntare sull’eolico accelerando sulla costruzione di nuovi parchi eolici nel Mar Nero. Una accelerazione che dovrebbe andare di pari passo con un maggiore sfruttamento dell’energia geotermica.

Un parere simile è stato espresso sul tema anche da Ivan Ivanov, presidente del Comitato per la regolamentazione dell’energia e dell’acqua (EWRC), secondo il quale la Bulgaria deve puntare sulle rinnovabili e abbondare il nucleare visto ogni giorno esporta anche dai 1000 ai 2000 MWh di elettricità nei paesi balcanici.

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